I Piccoli Maghi

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La magia nel teatro

La nostra magia nasce dall’alchemica unione di teatro, inteso come mezzo fantastico grazie al quale tutto è possibile, e l’arsenale tecnico del prestigiatore. Questo processo si attua per far emergere la magia che è già dentro di noi e scoprire la magia della vita in tutte le sue manifestazioni: magia dei suoni, dei colori, del gesto, della natura, della comunicazione. Un mondo senza la capacità di rendere magiche le cose quotidiane è un mondo a metà.

Da questo pensiero nasce l’idea di uno spettacolo frutto di un coinvolgente laboratorio alla ricerca della magia nella natura e nelle espressioni dell’uomo, spettacolo in cui sarà ipotizzata la possibilità di creare un proprio pianeta dove tutto sia possibile ma solo a livello razionale, dove le cose sono quelle che sono senza rimandi senza dubbi senza quelle dimensioni che alimentano la magia.

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Dipingere un fiore non è un processo magico ma se la sua visione crea emozione allora possiamo credere di aver fatto un prodigio: come la magia il processo artistico può trasformare chi coinvolge. Lo spettacolo, quindi, attraverso performance pluridisciplinari cercherà di creare le suggestioni e le atmosfere di quei pianeti che, pur essendo frutto della fantasia dei ragazzi, saranno per scelta autoriale, mancanti della dimensione magica. Con un artificio scenico i ragazzi contatteranno un esperto di magia sull’unico pianeta dove essa si è sviluppata e ancora esiste; questo pianeta è la Terra.

La struttura dello spettacolo è concepita a scene. Ogni classe si occuperà di una di esse. I ragazzi dovranno immaginare le peculiarità del loro pianeta, identificarne le creature fantastiche che lo abitano e rappresentarle con mezzi appropriati, immaginare la scuola identificandola con la classe del pianeta per poi realizzare un filmato di essa che fungerà da sfondo (proiettato nella scena introduttiva). Con uno stratagemma magico-scenografico saranno sbalzati sul palco del teatro dove accoglieranno il mago viaggiatore-demiurgo con il loro inno (frutto della loro composizione). Qui potranno collegarsi per magia con varie ere

della terra dove apprenderanno dai maghi di tutti i tempi (dal mago Merlino al mago del futuro) l’arte della meraviglia. Coreografie curate dal personale della Volpe Bianca e azioni d’insieme, animeranno la scena che si concluderà con la realizzazione di una performance magica che vedrà impegnati i ragazzi nel ruolo di assistenti del mago viaggiatore-demiurgo.

Il percorso didattico prevederà una parte propedeutica in cui i ragazzi verrannostimolati dagli Operatori dell’Associazione Culturale Scuola d’Arte attraverso esercizi fisicie sensoriali, giochi di gruppo, esperienze figurative, e cercheranno di identificare gli aspetti magici della vita e di tradurli in azioni sceniche. Da questa esperienza nascerà il testo dellospettacolo che avrà come luogo dell’azione un pianeta che sarà immaginato e poi realizzato teatralmente con l’ausilio di scenografie, recitazione, canto, coreografie e performance magiche. Alla parte propedeutica seguirà una seconda destinata alla messa in scena dello spettacolo che coinvolgerà, oltre gli operatori dell’associazione Culturale Scuola d’Arte La Volpe Bianca, anche i maghi Baror e Budinì che apporteranno le loro specifiche esperienze tecniche per aggiungere alle performance le azioni illusionistiche e prestidigitatorie inserendosi nella trama a completamento dell’opera. Finalità educative e didattiche.

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Foto di Francesca Saba e Rino Cualbu

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