La Scuola d’Arte la Volpe Bianca propone il seminario teatrale diretto da Emanuele Floris dal titolo:
“Shakespeare in fool”
Un viaggio teatrale per esplorare il meraviglioso mondo shakespeariano.
“Shakespeare in fool“ è un importante opportunità da non perdere; una rilettura assolutamente originale di Shakespeare per offrirci momenti di pura creatività accompagnati da un regista moderno come Emanuele Floris.
Il seminario si terrà a Sassari ad Aprile con date ed orari da concordare con gli allievi.
Il numero massimo è di 15 iscritti.
Non è necessario avere una “cultura teatrale”. E’ aperto a tutti coloro che curiosamente vogliano ampliare la propria conoscenza.
Quindi iscrizioni aperte, contattateci al numero 3282750753 e chiedete di Andrea o
andrea@lavolpebianca.com
The jester (il buffone) di Norman Rockwell
Nell’Elogio della follia Erasmo scrive che “tutta la vita non ha alcuna consistenza; ma, tant’è, questa commedia non si può rappresentare altrimenti”.
Se il filosofo olandese asseriva il vero, allora il fool (o buffone (o giullare (o clown (o matto (o idiota (o …) ) ) ) ) ), il cui spirito, nella messinscena quotidiana dell’io, finisce col diventare pura aria, pare essere l’interprete d’eccezione, o l’unico realmente “in parte” dello spettacolo dell’esistenza.
L’opera shakespeareana abbonda di tipi, definiti volta per volta con l’onomastica di cui sopra (e potremo magari aggiungere anche Amleto), che come il fool sono interni ed esterni alla situazione del dramma, come lui (o Arlecchino) esibiscono un mosaico al posto dell’epidermide, dove i tasselli riproducono tanto la lascivia quanto la santità, che ragionano per il tramite di cervelli implosi, saggiamente inetti o stupidamente abili, che deformi incombono dalla cima di una pila di rifiuti o blasfemi invertono il segno della preghiera sghignazzando sotto il calcagno di una divinità qualunque, folli veri o presunti che interpongono fra sé e il mondo “una distanza che è la loro sventura ma anche un tragico privilegio”.
Un laboratorio su questi due aspetti del teatro, e della vita, non insegna alcuna tecnica di mimo o clown, ma conduce all’interno dell’epoca elisabettiana, di cui daremo diverse informazioni concernenti il periodo storico e le modalità di rappresentazione.
Inoltre vuole, attraverso una serie di esercizi ispirati al gioco, accompagnare dentro il mondo di legami più o meno consci tra noi e questa figura- il fool- ridicola, indecorosa, grottesca, utilizzando i testi comico-tragici di William Shakespeare- da “Re Lear” a “Come vi piace”- in cui il giullare e il suo scettro derisorio ci richiamano verso il senso altro della realtà ordinata, nel caos della follia.